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(A cura di A.M. D'Aurelio)

Svago & Divertimento

 

 

PRENDIAMO UN CAFFÈ?
 


Non riuscivo a capire perché Lena mi guardasse in quel modo. Uno sguardo che diceva più delle parole: pareva volesse incenerirmi.
Io, che non avevo nulla di cui rimproverarmi, la salutavo cortesemente, con un sorriso d’amicizia, aperto, che avrebbe dovuto scioglierla almeno un po’.
Conoscevo suo marito fin “dai tempi che furono”, eravamo amici, condividevamo interessi culturali, simpaticamente complici in attività ed affascinanti ricerche.
Ma talune parole di Lena buttate qua o là suonavano acide, corrodevano la gioia del nostro stare insieme.
L’atteggiamento scostante faceva freddo, mai che accettasse un caffé, e men che mai invitava lei… e sì che, qui da noi, l’offrire un caffé è un normalissimo piccolo gesto di familiarità, di simpatia, di socializzazione, è una spinta all’amicizia – se ancora non c’è – o un rafforzarne il piacere – quando invece esiste già.


Non mi capacitavo di questo suo essere duro, inscalfibile monolite. Sopportavo per rispetto verso Giovanni, suo marito. Finché il vecchio amico mi fece chiaramente capire che Lena era affetta da una grave malattia: era gelosa. Gelosa di me.
Stupefatta e addolorata, adattai il mio aperto modo di essere alla situazione. Scantonai, evitai la loro presenza, che dico… vicinanza… Anzi, mi tenni decisamente alla larga.
Così passò diverso tempo.
Un giorno, al supermercato, chi ti vedo? Proprio Lena e Giovanni!
Senza riflettere, istintivamente, mi avvicino e li saluto calorosamente. Dopo tanto! E poi chissà quanto tempo sarebbe rotolato sulle nostre vite prima di un altro incontro!
Lena mi guarda. Stranamente sorride, mi stringe la mano, mi abbraccia, si interessa di me, mi invita a casa sua… a bere un caffé!
Sono strabiliata. Giovanni mi strizza l’occhio compiaciuto. Non ci capisco più niente. Deve esserle successo qualcosa… Non può aver modificato il suo atteggiamento dal nero al bianco così, come niente fosse…
Prometto che andrò da loro un giorno o l’altro a bere finalmente il caffé (quel benedetto caffé dell’amicizia).
A casa, deposta la spesa, mi metto comoda per preparare la cena. Sono stanchissima, ho i piedi gonfi, le occhiaie hanno bisogno di un impacco tonificante. Mi pettino, mi lavo le mani e… lo sguardo cade accidentalmente sullo specchio…
Mi si blocca il respiro.
All’improvviso capisco perché Lena oggi era diversa con me. L’immagine riflessa mi grida che sì, è accaduto qualcosa, ma non a lei, a me: questa notte, tutto d’un colpo, sono invecchiata.
Definitivamente.
Lena non mi teme più. Non è più gelosa di me.

Non so proprio se andrò a bere quel caffé.
Inoltre sono in credito per gli antichi sospetti nei miei confronti. Credito che riscuoterò.
Cascasse il cielo!

 

di Eliana Olivotto

 

 

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