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Gruppo Discussioni On Line

 

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Attacco agli USA: le tue opinioni

 

Spaventosa sequenza di attacchi terroristici contro gli Stati Uniti: due aerei di linea sono stati dirottati e diretti contro le torri gemelle del World Trade Center, a New York, che sono state ridotte in cenere. Un terzo aereo ha puntato sul Pentagono: la sede del ministero della Difesa è parzialmente crollata e, secondo fonti della CNN, sarebbero morte circa 800 persone. Un quarto è precipitato in campagna. Ignoto ancora il numero delle vittime: potrebbero essere oltre 6000. Bush: "daremo la caccia e puniremo responsabili e chi li protegge". Il presidente proclama lo stato di allerta: adottate imponenti misure di sicurezza in tutto l'Occidente e chiuso lo spazio aereo americano. Il Papa: "indicibile orrore". La ferma condanna di Carlo Azeglio Ciampi: "Il mondo civile si ribella contro tutto questo, l'Italia è in lutto". Il commento lapidario del premier Silvio Berlusconi: "Sono sconvolto per il terrificante e folle attacco terroristico che ha colpito il popolo di una nazione amica e le coscienze del Mondo intero". Il ministro degli esteri Renato Ruggiero:"È una tragedia che può davvero cambiare il mondo". Gli attentati alle torri gemelle di New York e al Pentagono sono vissute negli Stati Uniti come la piena sconfitta della CIA, la potentissima organizzazione di spionaggio americano che dispone di un budget immenso e che non si è accorta di nulla. In questo scenario di guerra, quali sono le tue impressioni? Quale pensi sarà il destino del mondo? Come pensi reagiranno gli americani? Di chi le responsabilità?

 

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Il Vostro parere...

 

Facciamo il punto sui "comunisti"

Alcuni, per quello che scrivo qui e in altri forum, mi accusano di essere un "comunista". Non lo sono e non lo sono mai stato. Se si escludono le organizzazioni clandestine, nessuno in Italia è comunista. Dice di esserlo Bertinotti, ma in realtà non lo è. Chi conosce un minimo di storia e di storia del pensiero, sa che il comunismo, quello teorico e quello storicamente applicato nel passato e anche nel presente, si basa su questi due capisaldi: la statalizzazione di tutte le fonti di produzione e l'eliminazione della iniziativa privata; la dittatura del proletariato e, di fatto, il rifiuto del metodo democratico per la conquista del potere. Ora mi pare che Bertinotti, per quanto sostenga un maggiore e più incisivo intervento dello stato nell'economia, non voglia eliminare la proprietà privata e, sicuramente, accetta il metodo democratico per arrivare al potere. Dove sono i comunisti allora? I comunisti sono solo nella testa (o meglio, nelle parole) di Berlusconi, che chiama così tutti coloro che non la pensano come lui. Lui sa di mentire, ma afferma ugualmente che in Italia ci sono i comunisti per una ragione di marketing elettoralistico, cioè per ingannare quegli sprovveduti che credono ancora alla favola dei comunisti che mangiano i bambini. E lui intanto si impossessa dell'Italia e fa approvare primariamente (nei famosi 100 giorni) un reticolato di leggi che lo proteggano da ogni caduta in guai giudiziari ed economici personali. All'estero lo vedono tutti e tutti se ne meravigliano. In Italia invece chi lo combatte viene accusato di spargere odio o di avere le transaminasi (versamento di bile?) troppo alte.

Cicognani Andrea


I comunisti non ci sono più...

Per Antonello. Ma io non sono e non sono mai stato un comunista. Sono un "popolare", cattolico praticante. Oggi i comunisti sono solo nella testa di Bertinotti (che vuole esserlo, ma non lo è) e di Berlusconi (per ragioni di marketing politico, cioè per rassicurare quelli come te che credono ancora che ci siano i comunisti che mangiano i bambini, e per avere il loro voto).  

Cicognani Andrea


Fare o non fare, questo è il dilemma...

L'Italia è fatta così, e continuerà ad essere così! Quando nessuno andava negli USA, tutti a dare addosso ai nostri perché non godevano di credibilità internazionale, non andavano a rendere omaggio alle vittime italiane e straniere. Poi, nel momento in cui si va, che sono andati a fare!!!??? Stesso discorso per i soldati da inviare eventualmente al fronte. Se non li inviamo, non godiamo di prestigio a livello internazionale, non siamo rispettati e così via. Se invece li inviamo, li mandiamo a morire...ma insomma! Questi comunisti...!!! Comunque le fai le cose, non vanno mai bene! Forza Italia, forza USA, viva la libertà!!

Antonello


In processione negli USA

I nostri politici, da quando è successo quel che è successo, fanno a gara per andare in processione negli USA. Prima Ruggiero, poi Casini e Tremaglia, poi Berlusconi, poi Martino ed ora Fini. Non faccio una critica agli obiettivi che stanno alla base di questi viaggi. Ormai lo sappiamo tutti. Si fa a gara per risultare di fronte all'opinione italiana e mondiale il più filo americano possibile e, di conseguenza, per avere un maggiore credito internazionale e nazionale e per avere, poi, più voti al momento opportuno. Quel che mi interessa sottolineare sono due cose. Chi paga questi viaggi-passerella? Era proprio necessario che andassero tutti? Va bene il ministro degli esteri. Va  pure bene il presidente del consiglio. Ma Fini, che ci è andato a fare? Si sospetta che ci sia andato per rifarsi una verginità internazionale, visto che tutti all'estero lo conoscono come l'erede di Almirante, l'eroe di Salò. Poi - seconda cosa - tutti vanno, zelanti, a offrire soldati a Bush, i nostri soldati anche da mandare in prima linea, a fare gli eroi. Non solo il sostegno morale, la solidarietà e la collaborazione per combattere il terrorismo, ma anche i nostri figli. Cioè o meglio: vanno da Bush a promettere come soldati i figli degli altri. Se si trattasse dei loro figli, quelli, per intendersi... di Silvio, di Gianfranco, Antonio, Perferdinando, Mirko, Renato, ecc. sarebbero altrettanto premurosi nell'offrire eroi? Questo per dire che, ragionando in astratto, è bello e nobile "morire per la libertà". Lo è meno quando a morire per questi "nobili" scopi sono i nostri cari, quelli concreti, che abbiamo cresciuto con sacrificio e amore. Chiunque abbia dei figli faccia un pensiero all'idea di saper il proprio figlio esposto a gravi pericoli di vita. Allora la demagogia della lotta al terrorismo si smorzerebbe di molto. 

Cicognani Andrea


Fondamentalismo e terrorismo sono il risultato di inganni e delusioni

Gli arabi  hanno portato in occidente i grandi testi greci, persiani, indiani ed è su di essi che l'occidente ha fondato la sua superiorità economica, finanziaria, scientifica, filosofica e tecnologica. Ed è stato proprio nell'utilizzo di tale superiorità che l'Europa cristiana, a partire dalle grandi scoperte e dalle grandi invenzioni del XVI secolo, che ha dato avvio al processo di globalizzazione che, giunto a maturazione, ha emarginato le culture islamiche e ha a lungo ingannato e deluso i popoli musulmani promettendo libertà e sviluppo, ma praticando colonialismo prima, sfruttamento turbocapitalistico poi. Fondamentalismo e terrorismo sono il risultato di questi inganni e di queste delusioni. L'occidente ha per lungo tempo enunciato il principio dei diritti dell'uomo, ma realizzandoli solo a casa propria e a suo vantaggio. Oggi i quattro quinti dell'umanità, di cui l'Islam è portavoce potente, gli chiedono conto di questa inadempienza. Manteniamo le nostre promesse e la base su cui si fondano i presupposti della simpatia per il terrorismo sparirà d'incanto. E avremo vinto la nostra guerra. 

Commento non firmato


 è un vile attacco alla civiltà occidentale!

L’attacco alle torri gemelle di New York è un vile attacco alla civiltà occidentale! L’islam è sicuramente una cultura da rispettare, ma cosa ne pensate delle donne che sono costrette a coprirsi dalla testa ai piedi per non mostrare nemmeno un centimetro quadrato dei loro corpi? Non è sottocultura questa? 

Elena (TO)


 Il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi...

Non si tratta di giustificare o di condannare, ma di capire. Il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali. Un vecchio accademico dell'Università di Berkeley, Chalmers Johnson, un uomo certo non sospetto di anti-americanismo o di simpatie sinistrorse, dà dell'orrore di New York questa spiegazione. “Gli assassini suicidi dell'11 settembre non hanno attaccato l'America: hanno attaccato la politica estera americana”. Per lui si tratterebbe appunto di un ennesimo “contraccolpo” al fatto che, nonostante la fine della Guerra Fredda e lo sfasciarsi dell'Unione Sovietica, gli Stati Uniti hanno mantenuto intatta la loro rete imperiale di circa 800 installazioni militari nel mondo. Poi Chalmers Johnson fa l'elenco di tutti gli imbrogli, complotti, colpi di Stato, delle persecuzioni, degli assassinii e degli interventi a favore di regimi dittatoriali e corrotti nei quali gli Stati Uniti sono stati apertamente o clandestinamente coinvolti in America Latina, in Africa, in Asia e nel Medio Oriente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Secondo Chalmers Johnson sarebbe stata questa politica americana “a convincere tanta brava gente in tutto il mondo islamico che gli Stati Uniti sono un implacabile nemico”. Così si spiegherebbe il virulento anti-americanismo diffuso nel mondo musulmano e che oggi tanto sorprende gli Stati Uniti e i loro alleati. 

Cicognani Andrea


 Il terrorismo può esprimersi in varie forme...

Per noi occidentali "terrorista" è il miliardario saudita che, da una tana nelle montagne dell'Afghanistan, ordina l'attacco alle Torri Gemelle; è l'ingegnere - pilota, islamista fanatico, che in nome di Allah uccide se stesso e migliaia di innocenti; è il ragazzo palestinese che con una borsetta imbottita di dinamite si fa esplodere in mezzo ad una folla. Ma il terrorismo, come modo di usare la violenza, può esprimersi in varie forme, a volte anche economiche ... Come definire l'uomo d'affari occidentale che ha costruito in  un paese povero del Terzo Mondo una fabbrica chimica che, a causa di rischi di esplosione ed inquinamento, non potrebbe mai essere costruita in un paese ricco del Primo Mondo? Nel 1984 l'esplosione della fabbrica chimica di Bhopal in India fece 16.000 morti, più del doppio di quelli delle Torri Gemelle! Come definire l'uomo d'affari che ha costruito, sempre nel Terzo Mondo, una centrale nucleare che fa ammalare di cancro la gente che ci vive vicino? E quello che ha costruito una diga che fa sloggiare decine di migliaia di famiglie dalle loro case e dal loro luogo natale? E quello che ha fatto cementificare tante risaie secolari, trasformando migliaia di contadini in operai per produrre scarpe da ginnastica o radioline, fino al giorno in cui è più conveniente portare quelle lavorazioni altrove e le fabbriche chiudono, gli operai restano senza lavoro e non essendoci più i campi per far crescere il riso, muoiono di fame?

Cicognani Andrea 

http://digilander.iol.it/cianrabbi


 

Dio non può stare con chi uccide!!

Li chiamano shahid; sembra che li addestrino fin da ragazzi a morire per la causa, sembra che così facendo guadagnino un posto di rilievo nel loro Paradiso...! In tutto l'occidente non si troverebbero cinquanta persone dedite alla morte per nessuna nobile causa e per nessun prezzo... Ma Dio non può stare con chi uccide!! 

Fabrizio


È una illusione!

Da che mondo è mondo non c'è stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre. Non lo sarà nemmeno questa. Le guerre sono tutte terribili. Il moderno affinarsi delle tecniche di distruzione e di morte le rendono sempre più tali. Pensiamoci bene: se noi siamo disposti a combattere la guerra attuale con ogni arma a nostra disposizione, compresa quella atomica, come propone il Segretario alla Difesa americano, allora dobbiamo aspettarci che anche i nostri nemici, chiunque essi siano, saranno ancor più determinati di prima a fare lo stesso, ad agire senza regole, senza il rispetto di nessun principio. Se alla violenza del loro attacco alle Torri Gemelle noi risponderemo con una ancor più terribile violenza, alla nostra ne seguirà necessariamente una loro ancora più orribile e poi un'altra nostra e così via. Perché non fermarsi prima? Abbiamo perso la misura di chi siamo, il senso di quanto fragile ed interconnesso sia il mondo in cui viviamo, e ci illudiamo di poter usare una dose, magari «intelligente», di violenza per mettere fine alla terribile violenza altrui. È una illusione. 

A.C.


Opinioni a confronto

Se al popolo straziato di New York venisse imposta la non violenza evangelica si commetterebbe addirittura un sopruso. Non invoco interventi sproporzionati o terribili rappresaglie, ma certamente non si può pensare che un popolo che ha subito una tale strage possa porgere l'altra guancia. L'America ha diritto di difendersi e San Francesco, pur essendo un esempio di santità, non può sostituirsi un ministro della Difesa (il vescovo di Como Alessandro Maggiolini). Solo se riusciremo a vedere l'universo come un tutt'uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo. Altrimenti saremo solo come la rana del proverbio cinese che, dal fondo di un pozzo, guarda in su e crede che quel che vede sia tutto il cielo. Duemilacinquecento anni fa un indiano, chiamato poi "illuminato", spiegava una cosa ovvia: che "l'odio genera solo odio" e che "l'odio si combatte solo con l'amore". Pochi l'hanno ascoltato. Forse è venuto il momento (Tiziano Terzani, collaboratore del "Corriere della Sera" che vive in Oriente, di cui ha seguito gli avvenimenti principali).
Io, cattolico praticante, mi sento più vicino a Tiziano Terzani. 

Cicognani Andrea


Il paradiso terrestre dei mass media e la realtà dell'orrore a New York

"Siamo stati tutti i vittime dell'illusione creata dai mass media e da certi intellettuali, convinti che con la fine della guerra fredda sarebbero cessati tutti i confitti. A parte qualche sporadico focolaio di tensione, ci raccontavano, vivremo in un mondo diverso, più tranquillo. L'attacco all'America ci ha riportato brutalmente alla realtà. E adesso dobbiamo stare attenti a non commettere l'errore di limitare la responsabilità della tragedia ad un gruppo di terroristi. Questo non ci aiuterà a risolvere un problema che ha dimensioni globali e radici profonde". "Viviamo in un mondo complesso, costellato di ingiustizie, tormentato dai conflitti e da differenze di cultura, interessi, tenore di vita. Tutti fattori che continueranno a generare tensioni. La catastrofe deve indurci a riflettere, a smettere di credere nell'utopia della vita senza conflitti, ad affrontare la realtà senza finzioni. Non vi è dubbio che il terrorismo va combattuto con ogni mezzo, ma occorre nello stesso tempo esaminare le circostanze, i meccanismi, le disparità che favoriscono il proliferare delle tensioni, senza sottovalutare nulla e voltando le spalle a quell'informazione che vuol farci divertire fino alla morte".
"Televisione e giornali ci portano in casa una visione del mondo positiva. La TV, i quotidiani, le grandi agenzie di stampa hanno ritirato i corrispondenti dalle zone calde del Terzo Mondo. Dai teleschermi sono sparite la povertà, le guerre, gli scontri fra civiltà diverse che non contribuiscono ad aumentare l'audience. A dominare è il consumismo che si guarda bene dal disturbare la digestione del telespettatore". Il grande reporter Ryszard Kapuscinska polacco. Intervista rilasciata al Corriere della sera del 18-09-01

Cicognani Andrea

http://digilander.iol.it/cianrabbi


Ragioniamo a sangue freddo

Vorrei esortare molti dei corrispondenti di questo forum a ragionare a sangue freddo e non sull'onda delle emozioni scatenate dal tragico avvenimento dell'11 settembre. Quando diciamo Islam, diciamo qualcosa di molto complesso e, comunque, qualcosa di diverso da Fondamentalismo Islamico e di diverso da Terrorismo. Evitiamo di mettere nel gruppo dei "delinquenti terroristi" i milioni di persone dei paesi arabi che sono moderate, lavoratori, desiderosi di pace esattamente come la maggior parte di noi occidentali (quelli onesti!). Ragioniamo poi sul fatto che la popolazione non decide mai, ma viene trascinata dai suoi governi e che se questi governi decidono di risolvere i problemi con la guerra anziché con il dialogo e le buone e oneste proposte i popoli, inevitabilmente, si odieranno. Sono nata subito dopo la seconda guerra mondiale: la guerra non risolve nulla, distrugge solamente. Distrugge case, strade, famiglie, affetti, sogni, gioventù, dignità distrugge tutto da una parte e dall'altra. Lascia solamente tante lacrime e povertà. E, una volta fatta la pace, lascia discorsi che dicono "Oggi ci troviamo qui riuniti davanti a questa lapide con migliaia di nomi di martiri della guerra per non dimenticare... per non ricadere mai più in questo orrore". Tutta la vita ho creduto in queste parole e in questi proponimenti e spero che si voglia, in questa terrificante occasione, trovare la forza per fare un esame di coscienza e capire dove sta l'errore in questa nostra "civiltà" e trovare delle soluzioni che non ci portino alla distruzione di case, strade, famiglie, affetti, gioventù, dignità da una parte e dall'altra. È ora che l'uomo faccia un salto di qualità. Non pensi solo a inventare nuove agricolture, nuovi computer, nuove macchine da guerra ecc. ecc. ma s'inventi una nuova, vera coscienza. Allora sì che sarebbe finalmente appropriato dire che l'uomo è un animale intelligente! 

Silvana T.


Gli ebrei non avranno mai pace sulla terra

Il terrorismo di qualsiasi razza sia, non è un modo per risolvere le cose, tantomeno privare le famiglie dei loro cari, però io dico e lo sottolineo, gli ebrei sono il popolo maledetto da Dio e non avranno mai pace sulla terra, parole della Bibbia, perché a loro è stato permesso in passato di impadronirsi della terra dei palestinesi. Piacerebbe all'opinione pubblica se io andassi in casa loro, li scacciassi e tutte le volte che cercano di riprendersi casa li respingo a cannonate? 

Marco


Orrore a New York

L'attacco terroristico agli USA mi ha impressionato e nello stesso tempo indignato. Mi ha sconvolto specialmente il pensiero di tante vite umane soppresse e soprattutto il pensiero del dolore e delle lacrime dei loro cari, delle loro mamme, dei loro bambini, dei loro coniugi. Mi ha indignato il fatto che dei vigliacchi abbiano dichiarato una guerra senza affrontare a viso aperto il nemico: il classico sasso tirato da una mano che si nasconde. Di fronte alle decine di migliaia di morti, non posso fare a meno, però, di pensare anche ai milioni di bambini che ogni anno muoiono per la fame e per le malattie per colpa di una società occidentale - di cui gli USA sono i massimi esponenti - che rappresenta solo il 20 per cento della popolazione mondiale e si appropria del 90 per cento delle ricchezze della terra. Di fronte all'atto proditorio dei terroristi mi chiedo perché tanto odio contro gli USA? Perché tanti giovani - anche capaci e preparati (sanno guidare un aereo!) - si lasciano guidare dal fanatismo religioso fino a votarsi al martirio per combattere il loro grande nemico? Da dove nasce questa fanatica e disperata avversione? 

Andrea Cicognani 


Non ho parole…

Non ho parole, il mio pensiero va a quelle migliaia di persone che hanno perso un proprio famigliare, ed a chi ancora è alla ricerca di un proprio caro anche in questo momento.

Giampaolo (VE)


Gloria agli USA e al pensiero occidentale

Hanno osato attaccare la nostra cultura e il nostro pensiero: la risposta degli USA sarà violentissima, devastante, risolutiva! Gloria agli USA e al pensiero occidentale, al capitalismo che ci permette di vivere nel benessere: con tutte le nostre forze dobbiamo impegnare per farla pagare a questi delinquenti! Siamo noi i più evoluti e rappresentiamo l'unica speranza possibile per un mondo migliore e felice: con questo orgoglio nel cuore, da uomini fermi e risoluti dobbiamo rispondere ai 10.000 morti con un attacco che cancelli il nostro nemico dalla faccia del pianeta.

Giorgio


Odio e libertà

Ho letto alcune delle lettere e sono rimasto sconvolto...
In fondo molti dei Vs. scrittori non sono differenti dagli attentatori. Non hanno nessun rispetto per la vita umana, ne per la civiltà che li ha, che a loro piaccia o no, cresciuti.
Se pensano che questo schifoso mondo occidentale non faccia per loro, il che è perfettamente nei loro diritti (almeno in questa parte del mondo) consiglio di fare un viaggetto in quei posti dove avere opinioni, religioni e culture differenti non è tollerato, ma un viaggetto che non preveda il ritorno in queste terre sicure. La libertà è un bene il cui valore si comprende solo nel momento in cui ci viene "veramente" tolto. Ma è molto facile dire odio quelli, odio quegli altri, chi odia è un portatore di morte, almeno ci rifletta sopra, e poi se condivide certi mezzi, vada a sostenerli in prima persona, senza approfittare della civiltà che disprezza, e che pretende, comunque, di utilizzare, se non addirittura di condizionare.

Luca (Pesaro)


Fanatismo al limite umano

Incredibile, il mondo occidentale è stato messo sotto un durissimo attacco terroristico, un atto di disumana ferocia. Non penso che esistano aggettivi per quantificare una tragedia simile. La cosa più drammatica è che ci si trova a difendersi da un nemico che non ragiona su basi razionali ma su ideologie di fanatismo al limite umano. Non esistono antidoti per curare persone malate di " Follia fanatica". Purtroppo il motto che dice "Meglio ragionare che combattere" in questi casi non serve assolutamente a nulla, l'islam (da sempre) nemico dell'occidente non ha nessun intenzione di fermarsi; chi mette fine alla vita di migliaia di persone innocenti, non può che non avere nessun limite immaginabile pei i propri scopi. Ora, l'unica cosa sarà sedere come gli Stati Uniti reagiranno a una simile devastazione. E vedremo come tutto il mondo occidentale saprà organizzarsi....

Mattia


Chi semina vento raccoglie tempesta!

Sono addolorato per le migliaia di vittime degli attentati a New York e Washington, ma prima o poi qualcosa sarebbe successo. Alcuni si meravigliano perché gli USA vengono presi così di mira. Farebbero bene a leggere la storia dell'ultimo secolo e scoprire come i vertici politici, la CIA, il potere americano ha praticamente bloccato il mondo. Vorrei ricordare che l'ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, insignito per un premio nobel per la pace (!), è stato fra gli organizzatori del golpe che rovesciò in Cile il presidente Allende e portando Pinochet al potere. Ma potremmo parlare del Nicaragua, di Cuba, dell'Argentina, del Brasile, dell'Iraq. Non si può portare avanti una politica dell'odio e della forza e poi credere che nessuno ti toccherà mai. Chi semina vento raccoglie tempesta. Piango le vittime ma non gli USA.

tarab


Bush il cow-boy

Io sono con le minoranze e ho sempre appoggiato la causa dei paesi schiacciati dall'imperialismo USA. Mi sta sulle palle quell'aria da cowboy di Bush: "scoveremo e puniremo", ma scusa, fin'ora ti sei interessato delle porcate che facevano in Algeria o in Afghanistan? Perché ragazzi, sono bastardate. Ma agli Stati Uniti non è mai sbattuto niente, perché non erano chiamati in causa i loro interessi. Devo solo dire però, che oggi sono davvero rimasta di merda perché adesso c'è da aver paura. Bush è il classico John Wayne che prende il fucile e si lancia a cavallo per far vedere che è il più forte. Hanno esagerato con questo attentato, anche perché penso a tutte le persone che ci hanno rimesso la pelle. Ma nemmeno dimentico tutti i morti che hanno fatto gli USA in Vietnam, all'embargo di Cuba, alla bomba che hanno lanciato in Giappone e via dicendo...

Gaia

 

 

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