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OSTEOPOROSI: UCCIDE PIù DEL CANCRO

 

L’osteoporosi non è una malattia rara. Interessa 1/3 delle donne fra i 60 e i 70 anni di età e 2/3 delle donne di over 80 anni e causa più morti di alcune patologie tumorali. Di osteoporosi si è dibattuto nell’ambito del 4° Congresso dell’osservatorio della terza età, Ageing Society. Nella sola Unione Europea ogni anno circa 400.000 donne soffrono di fratture dell’anca correlate all’osteoporosi e le stime dell’IOF ritengono che entro il 2050 questo numero raggiungerà un milione di donne. Le conseguenze dell’osteoporosi sono spesso drammatiche tanto che, nelle donne anziane, i tassi di mortalità per l’ictus e quelli dovuti alla frattura dell’anca sono equiparabili. 

 

Uno studio europeo ha rilevato che per una donna di 50 anni di età il rischio nell’arco della vita di morire a causa di una frattura dell’anca è uguale al rischio che ha di morire a causa del cancro della mammella e superiore al rischio che corre di morire a causa del cancro dell’endometrio. Ma non finisce qui: le donne con una frattura dell’anca hanno una probabilità da 2 a 5 volte più elevata di morire a causa delle conseguenze della frattura rispetto a donne con l’anca sana. Il 24% delle donne che hanno subito fratture multiple è a rischio di morire entro un anno; il 10% muore subito e il 28% non è più in grado di essere autonomo. Dalla Svizzera, inoltre, arriva la notizia che il numero di giorni trascorsi a letto dalle donne con disabilità correlata all’osteoporosi è più elevato del numero di giorni per la patologia polmonare cronica ostruttiva, l’ictus, l’infarto del miocardio e il cancro alla mammella. Non a caso, nei paesi occidentali l’osteoporosi è la patologia che richiede più posti letto di qualunque altra malattia.

 

Anche in Italia ne sono colpite circa 3,2 milioni (1,2 milioni le donne con sintomi “severi”), mentre circa 38.000 sono le donne che, ogni anno, si fratturano il femore.

 

Per milioni di donne, ma anche di uomini del nostro paese incombe, però, una terribile condanna: per poter beneficiare della concessione gratuita di trattamenti farmacologici debbono aspettare una frattura alle ossa.

 

Tutto ciò perché paradossalmente il sistema vigente di assistenza sanitaria, per questa malattia fortemente invalidante, esclude qualsiasi possibilità di rimborso dei costi dei medicinali, sia pure di fronte ad un accertamento obiettivo della patologia.

 

Ne consegue che nel caso dell’osteoporosi la parola prevenzione è pressoché sconosciuta con un effetto ancor più paradossale dal punto di vista economico. In Italia l’SSN registra ogni anno un esborso di € 619 milioni unicamente per la cura delle fratture al femore, somma alla quale vanno poi aggiunti i costi di riabilitazione e quelli sociali non meno onerosi per mancata attività lavorativa.

 

Da tempo l’OMS ha lanciato un allarme mondiale per sensibilizzare i governi ad azioni preventive nei confronti di questa malattia che solo in Europa colpisce 75 milioni di persone.

   

 

  (27/10/2002)

 

 

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