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Si
avvicina la fatidica data di martedì 1 gennaio 2002,
il gran giorno, l’appuntamento tanto atteso con il "change
over", come gli addetti ai lavori definiscono il
passaggio dalla lira (£) all’euro (€). Allo
scoccare della mezzanotte, 14 miliardi e mezzo di nuove
banconote sostituiranno la valuta legale nei 12 Paesi che
hanno scelto di aderire alla moneta unica ed entrare a far
parte di “eurolandia”. I cittadini di Austria,
Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda,
Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna vedranno i
loro marchi, dracme, franchi, pesetas,
lire, scudi e tutti gli altri fondersi insieme
in una nuova valuta. Le nuove banconote saranno
caratterizzate da carta speciale, fili di sicurezza,
inchiostri particolari, e un ologramma. La regola da
ricordare è semplice e si sintetizza in tre parole:
toccare, guardare, inclinare. Inclinando la banconota
l'ologramma riflette la luce e svela il simbolo dell'euro e
il valore nominale, se la si guarda di fronte l'ologramma
invece sparisce. Una sfida tecnica non indifferente per i
falsari di banconote.
Mancano dunque
solo quattro mesi e
questo evento segnerà una rivoluzione, non solo pratica, ma
anche culturale, che finirà per cambiare le abitudini più
radicate degli italiani. Cambieranno perfino i portafogli,
più grossi e con le bustine portaspiccoli anche per gli
uomini, poiché le nuove banconote sono mediamente più
grandi di un paio di centimetri rispetto alle 50 mila lire
di oggi e i centesimi di euro, che valgono assai più dei
sottomultipli della lira, sono tanti e, soprattutto, pesano.
In
sostanza, da quella data, ogni pagamento dovrà essere
effettuato con la nuova moneta unica europea, anche se, per
i successivi due mesi, fino a venerdì 1 marzo 2002,
sarà in vigore il doppio regime di circolazione valutaria,
cioè vi sarà la possibilità di effettuare i pagamenti sia
in lire che in euro.
In seguito, finito
il doppio regime, chi
sarà ancora in possesso di monete e banconote dovrà
farsele cambiare dalla Banca d'Italia e iniziare a ragionare
in termini di euro e centesimi di euro, in quanto si pagherà
tutto in
divisa unica europea.
È
giunta dunque l’ora del cambiamento epocale, bisogna
armarsi di santa pazienza per imparare a calcolare a mente
oppure con calcolatrici tascabili, moltiplicando i prezzi
per la fatidica cifra di 1936,27, corrispondente alla
parità con la moneta europea. Le persone dovranno imparare
a ragionare di nuovo con i centesimi, proprio come si faceva
una volta, prima della seconda guerra mondiale.
Rimane,
dunque, da superare l’impatto psicologico della novità,
non sottovalutando, soprattutto per le persone anziane, l’inevitabilità
di misurarsi quotidianamente con banconote e monete di
aspetto diverso da quelle abituali.
A causa di
ciò, essi saranno maggiormente
esposti ad equivoci, incomprensioni e anche imbrogli. Finché
non si incomincerà a "ragionare" in euro,
comunque, sarà opportuno non fidarsi di alcun intermediario
disposto a cambiare un assegno, prelevare al bancomat o
effettuare un'operazione in posta. Meglio rivolgersi al
proprio cassiere di fiducia in banca o a un familiare
fidato. Per
preparare le persone all’Euro, quasi ovunque si
moltiplicano iniziative ed incontri, soprattutto nei centri
per anziani, nelle parrocchie, nei sindacati, nelle scuole e
nelle case di riposo.
L’euro,
oggi, è virtualmente utilizzabile in 12 Paesi:
Italia, Germania, Francia, Austria, Spagna, Belgio, Olanda,
Lussemburgo, Portogallo, Irlanda, Grecia e Finlandia.
Gran
Bretagna, Danimarca e Svezia lo adotteranno in un
secondo momento.
I benefici saranno immediati e concreti per tutti.
Innanzi tutto i cambi fissi garantiranno una forte stabilità
finanziaria, vincolo indispensabile per favorire la crescita
delle imprese e del lavoro. In secondo luogo si avrà un
incremento dell'offerta di merci, con concreti vantaggi per
i cittadini che potranno attendersi migliori prodotti e
servizi e, soprattutto prezzi più bassi grazie all'aumento
della concorrenza. Inoltre, il cittadino che viaggia in
Europa (così come le aziende che commerciano con uno dei
Paesi UE) non dovrà più sostenere i costi delle operazioni
di cambio.
Le
Nazioni partecipanti
Italia,
Germania, Francia, Austria, Spagna, Belgio, Olanda,
Lussemburgo, Portogallo, Irlanda, Grecia e Finlandia. Gran Bretagna,
Danimarca e Svezia adotteranno l'euro in un
secondo momento.
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Austria
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Belgio
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Finlandia
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Francia
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Germania
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Grecia
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Irlanda
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Italia
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Lussemburgo
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Olanda
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Portogallo
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Spagna
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Successivamente
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Danimarca
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Gran
Bretagna
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Svezia
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Il
cambio
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moneta
nazionale
|
euro
|
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scellino
austriaco
|
13,76
|
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markka
finlandese
|
5,95
|
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|
marco
tedesco
|
1,96
|
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|
lira
italiana
|
1936,27
|
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fiorino
olandese
|
2,20
|
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|
peseta
spagnola
|
166,39
|
|
|
franco
belga
|
40,34
|
|
|
franco
francese
|
6,56
|
|
|
sterlina
irlandese
|
0,79
|
|

|
franco
lussemburghese
|
200,48
|
|

|
escudo
portoghese
|
40,34
|
|

|
dracma
greca
|
347.14359
|
Marco
Fasolino
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