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In
Francia sono utilizzati in decine di case di riposo, accanto
alla tradizionale briscola ed alla partita di burraco, in
Italia invece solo di recente cominciano a diffondersi
all'interno di strutture e centri per anziani, tra i dubbi
di molti e l'entusiasmo di chi, una volta provati, non ne
farebbe più a meno.
Parliamo
dei videogiochi!
Ebbene
si, a dispetto di chi li ritiene strumenti di alienazione o
dispositivi che rischiano di ridurre le occasioni di
socializzazione, l'utilizzo di determinati videogiochi ha
dimostrato che tali assunti non hanno ragion d’essere e
così le console cominciano a prender piede anche presso
qualche coraggioso centro per anziani.
I primi
a sperimentare tali applicazioni, con qualche titubanza
iniziale ma con risultati davvero confortanti, sono stati
gli ospiti della Fondazione OIC di Padova, dove il
presidente della Fondazione, Angelo Ferro, ha stretto
un accordo con il colosso Nintendo per rifornire la sua
Civitas Vitae dei videogiochi allena-cervello: il brain
training di Nintendo Ds, la più piccola console giapponese.
Inoltre, per essere certi del risultato, è stato anche
coinvolto un medico molto particolare: il neuroscienziato
giapponese Ryuta Kawashima. Quest’ultimo non dovrà
intervenire su alcun dolore reumatico o frattura ossea, ma
dovrà piuttosto propone esercizi di aritmetica, logica,
destrezza, tutti da svolgere rigorosamente con pennetta e
touch-screen. Al termine della sessione di lavoro, il
neuroscienziato assegna un'età cerebrale. Ed i più portati
potranno addirittura cimentarsi nel torneo brain training,
con una console come premio finale.
Giorno
dopo giorno, esercizio dopo esercizio, l’obiettivo è dunque
quello di limare qualche anno di troppo rispetto alla
propria età anagrafica. Ed ovviamente di mantenersi
mentalmente in forma.
I
videogiochi infatti si sono dimostrati un toccasana per
allenare il cervello, capaci di divertire e di rilassare ma
anche di determinare ottime occasioni socializzanti,
soprattutto con i nipoti che nelle sfide davanti alla
console potrebbero, a breve, ritrovarsi accanto un insolito
avversario: il nonno!
Salvatore Catorano
(11/04/2010)
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