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Tra gli anziani aumentano le dipendenze da droga ed alcol.
E’ questo il dato preoccupante che emerge dalla ricerca
condotta dalla Società Italiana di Psicogeriatria,
riunitasi a Gardone Riviera (BS) la scorsa settimana con lo
scopo di analizzare gli effetti che i cambiamenti della
società stanno determinando sugli stili di vita, a tal punto
da comportare un pericoloso abuso di sostanze alcoliche e
stupefacenti, spesso sottovalutato, anche nella terza età.
In un anno infatti le dipendenze sono aumentate del 10%.
Un over 65 su dieci beve due o più bicchieri di vino
al giorno. Circa il 10 per cento degli anziani assume
ogni giorno cinque o più farmaci psicoattivi, esponendosi al
rischio di abuso e dipendenza. Un milione di persone con
più di 65 anni beve ogni giorno due o più bevande
alcoliche: di questi, l'80 per cento sono uomini e il 20 per
cento donne. Sono a rischio di eccessi con la bottiglia gli
anziani fumatori o ex fumatori: fra loro la percentuale di
anziani a rischio di alcolismo è del 93 per cento più
elevata rispetto agli over 65 che non hanno mai fumato. Più
frequenti le bevute anche negli anziani in sovrappeso o
obesi: fra di loro beve troppo il 46 per cento in più
rispetto agli anziani normopeso.
Si sta verificando anche un fenomeno inatteso: gli
incidenti stradali fatali che coinvolgono gli over 75
sono in aumento e il loro numero e' sostanzialmente uguale a
quello fra gli under 24. Analoghe anche le dinamiche, visto
che il 12% degli anziani si mette alla guida dopo aver
bevuto due o più bicchieri di vino.
La situazione, inoltre, rischia di peggiorare nel
tempo, accompagnandosi a fenomeni sociali e vicende
personali sempre più diffuse e rispetto alle quali l’alcol o
la droga spesso rischiano di rappresentare un falso rifugio.
Infatti, spiega Marco Trabucchi, presidente della
Società italiana di psicogeriatria “è in crescita il
fenomeno delle separazioni tra coniugi anche in età
avanzata, evento nuovo che ha effetti devastanti sulla
psiche dell’anziano, in particolar modo della donna. Le
anziane casalinghe bevono molto, quando non hanno interessi
familiari e sono sole, e fanno spesso un uso inappropriato o
eccessivo di analgesici oppioidi, ansiolitici e sedativi”.
Trabucchi continua: “le difficoltà economiche incidono sulla
possibilità di avere attività sociali, così come il
pensionamento: la ’sindrome della perdita di senso’,
collegata con la fine del lavoro, comporta spesso
depressione e la sensazione di essere inutili. Così, l’alcol
e lo stordimento dato dai farmaci assunti in modo
inappropriato o addirittura dalle droghe diventano un
rifugio per molti.”
Dalla ricerca emerge inoltre che le più esposte a tale
rischio di esaurimento psicofisico sono «le donne over 65,
che assistono a tempo pieno il coniuge ormai in fase
avanzata di malattia, non hanno aiuto di alcun genere, hanno
scarse relazioni sociali, problemi di salute e sono
psicologicamente molto provate. Altrettanto a rischio le
figlie "multiruolo" impegnate su più fronti oltre che
nell'assistenza al malato, con il quale in genere non
convivono».
Tutto ciò evidentemente può avere delle conseguenze anche
pesanti, come sottolinea Trabucchi. “Una malattia
invalidante dell'anziano colpisce non solo il paziente, ma
la sua intera famiglia: per questo è importante accorgersi
del disagio, e aiutare chi aiuta» anche al fine di
affrontare per tempo e con le dovute attenzioni situazioni
che, soprattutto per le categorie più fragili, possono
risultare devastanti sia dal punto di vista sociale che
umano. |

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L'ARCHIVIO
DI TERZAET@.COM
DEPRESSIONE: GLI UOMINI ANZIANI PIU' COLPITI
UN BICCHIERE AL GIORNO RIDUCE IL RISCHIO DEMENZA |