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Dal
1° gennaio l’euro è ufficialmente nelle nostre tasche, ma anche
sulle tastiere
dei nostri computer a casa e in ufficio… o almeno così
dovrebbe essere!
Secondo una ricerca effettuata da
Logitech
in
tutta Europa, infatti, in Italia ben il 71% degli
utilizzatori di computer non sa inserire il simbolo
dell'euro “€” nei documenti, mentre su scala europea
la percentuale rappresenta il 61%.
Questo è dovuto, oltre che a un disinteresse
personale, al fatto che poche aziende si sono preoccupate di
aggiornare i propri dipendenti su come euro-adeguarsi. Infatti, dalla suddetta ricerca emerge che solo il 50% delle
aziende intervistate ha informato i propri dipendenti su
come rendere i computer compatibili con l'euro. Inoltre,
l'83% degli utenti francesi, il 67% di quelli norvegesi e il
40% degli svedesi hanno dichiarato che la propria azienda ha
attuato misure volte a minimizzare l'impatto tecnologico
prodotto dall'avvento della moneta unica.
Ma non è finita! In questo frangente gli italiani
fanno proprio la figura degli ultimi (o quasi) della classe:
la ricerca ha sottolineato l'impreparazione del Sud Europa
rispetto a quella del Nord con l'83% degli utenti
portoghesi, il 75% di quelli italiani e oltre il 66%
degli spagnoli che non sono a conoscenza della presenza o
meno del simbolo dell'euro sulla propria tastiera (Ctrl+Alt+e)!
Le aziende europee, al corrente di
questi dati sono corse ai ripari e, anche in questo caso noi
risultiamo al primo posto: “…il 50% delle aziende
italiane, il 33% di quelle portoghesi, e l'84% di quelle
spagnole, non hanno preso provvedimenti in vista
dell'introduzione della nuova moneta...”.
Ricordate due anni fa, cosa aveva
scatenato il terrore del "Millenium bug"?
In quel caso la risposta delle
aziende europee fu totale e immediata: tutte le aziende
presero provvedimenti durante il 2000.
Probabilmente se si fosse sparsa la voce di un “Euro
bug” sarebbe stata immediatamente colmata la mancanza
di preparazione nel valutare le implicazioni che l'adozione
della moneta unica potrebbe portare sui sistemi pc.
Silvia
Parini
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