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E’ ormai legge la manovra d’estate che, per il secondo anno
di seguito, il governo ha ritenuto necessario predisporre
anche alla luce della gravità di una crisi che sembra essere
sempre più consistente e preoccupante.
Ieri, di conseguenza, si è svolta a Palazzo Chigi la conferenza
stampa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e
del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, proprio al fine
di illustrare il decreto-legge, recante misure finalizzate
alla stabilizzazione finanziaria e alla competitività
economica, approvato due giorni fa dal Consiglio dei
Ministri.
In particolare, la manovra è composta da 54 articoli, suddivisi in tre diversi
titoli, il primo relativo alla stabilizzazione finanziaria
(art. da 1 a 17), il secondo sul contrasto all'evasione
fiscale e contributiva (art.17-39), il terzo su sviluppo e
infrastrutture (art.40-54) e, nel prossimo biennio, punta ad
avere effetti
finanziari strutturali per complessivi 24 miliardi di euro.
Aldilà delle norme ivi contenute, che tra l’altro prevedono
la soppressione delle mini-province con meno di 220.000
abitanti –si tratta in tutto di dieci province-, il
congelamento dei salari pubblici per il triennio 2011-2013,
il pagamento del pedaggio lungo l’autostrada Salerno Reggio
Calabria ed un ridimensionamento degli stipendi che superano
i 90.000 od i 150.000 euro rispettivamente del 5 e del 10%,
vengono predisposti interventi anche sul sistema
pensionistico che schematizziamo di seguito.
Innanzitutto sono soppressi gli istituti previdenziali
Ipsema (Istituto di previdenza per il settore marittimo) ed
Ispesl (Istituto superiore prevenzione e sicurezza sul
lavoro) e le relative funzioni sono attribuite all'Inail,
mentre l'Ipost (Istituto postelegrafonici) è assorbito
dall'Inps.
Poi, con riferimento a chi avesse maturato il diritto ad andare in pensione dal
2011, invece, è in arrivo la finestra a scorrimento, nel
senso che chi maturerà tale diritto alla pensione dovrà attendere
per poterne fruire.
In particolare se si tratta di un lavoratore dipendente,
sarà necessario attendere 12 mesi mentre per i lavoratori
autonomi i tempi di attesa saranno di 18 mesi.
Per le lavoratrici statali, invece, a partire dal 2016, è
prevista la famosa parificazione dell’età pensionabile. Le
stesse, cioè, potranno andare in pensione solo a partire dal
sessantacinquesimo anno di età.
Sono infine definite delle significative restrizioni sulle
pensioni di invalidità, infatti la soglia di invalidità
richiesta per il riconoscimento della pensione sale dal 74%
all'80%, mentre a partire già dai prossimi mesi, scatteranno
oltre 200.000 controlli finalizzati a valutare le pensioni
attualmente erogate, attestarne la fondatezza ed evitare
truffe.
Si vuole intervenire in tal modo, su una spesa che è
quantificata in alcune centinaia di milioni di euro, che,
in un periodo di crisi così profonda, a maggior ragione, non
possono essere bruciati ed indirizzati a favore di chi
approfitta di benefici che non gli sarebbero dovuti a danno
dei contribuenti onesti e della comunità nel suo insieme.
Salvatore Catorano
27/05/2010 |

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L'ARCHIVIO
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