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Continua
il viaggio tra gli sport suggeriti per la terza età ed
all’indomani della magnifica conclusione del 93° Giro
d’Italia, vinto dal campione varesino Ivan Basso,
non potevamo non occuparci di ciclismo, anche alla luce
della presenza di alcuni membri della nostra redazione tra
gli accreditati stampa al seguito della carovana rosa.
Inutile
dire che le esperienze umane conosciute e da raccontare
sarebbero infinite, c’è il signor Gino che a 63 anni
tutti i giorni pratica regolarmente circa tre ore di
ciclismo, lungo le strade della riviera e che insieme ad un
gruppo di over 60 ha raggiunto Verona in bici, per l’ultima
tappa del Giro, e c’è chi dopo aver appeso la passione di
tutta una vita ad un chiodo, ieri, con il Giro che passava
sotto casa, all’età di 75 anni, ha rispolverato le emozioni
di un tempo e si è presentato lungo il corso con la sua
Bianchi degli anni ’70.
Tuttavia
aldilà delle esperienze individuali e della evidenza
empirica che parla di migliaia di ciclisti over 60/70
impegnati, ogni anno, ad affaticarsi sui pedali più di
quanto facciano i giovani, e di un nugolo di professionisti
dai capelli bianchi che continuano a praticare il ciclismo a
livello agonistico nelle loro categorie di appartenenza, c’è
da chiedersi se il ciclismo sia un sport adatto alla
terza età, quali siano i consigli degli esperti ed in
che misura, eventualmente, praticarlo.
Cominciamo col dire che negli anni passati si era convinti
che la bici fosse un esercizio faticoso ed adatto solo ai
più giovani. Recenti studi però hanno dimostrato che
il ciclismo, poiché può essere praticato a differenti
livelli di difficoltà, è adatto a tutti, dai bambini agli
anziani, uomini e donne.
In
particolare possono praticarlo gli anziani senza particolari
problemi di salute, in quanto si tratta di uno sport che non
va ad affaticare la colonna vertebrale poiché, a differenza
della corsa, il peso non si scarica sulle articolazioni
inferiori ma è sostenuto dal mezzo. I medici lo consigliano
anche a coloro che devono fare riabilitazione dopo una
malattia od una degenza in ospedale; è da evitare solo nel
caso in cui il paziente soffra (o abbia sofferto) di
problemi alla prostata.
Inoltre
la versatilità del ciclismo, il fatto cioè che sia
possibile praticarlo da soli o in compagnia, a qualsiasi età
(previo controllo medico prima di accingersi a
praticarlo a livello agonistico), che anche per fare delle
commissioni, una buona pedalata è sempre preferibile allo
spostamento in auto, moto o bus; rende tale pratica indicata
per chiunque ed in qualsiasi momento, senza che sia
necessario prepararsi preventivamente o siano richiesti
gravosi impegni di spesa (a meno che non si ambisca al
professionismo…). Il tutto poi, con benefici che sono
estremamente accentuati: si va dai miglioramenti a
livello cardiovascolare, al ridotto livello di stress
a carico delle articolazioni, vengono inoltre
bruciati facilmente grassi e calorie ed aumenta la
resistenza e la forza muscolare.
Tali riscontri
suggerirebbero dunque di praticare il ciclismo ovunque,
anche in casa, attraverso una comoda cyclette, sebbene
l’eventualità di passeggiare in bicicletta all'aria aperta
non solo giova al corpo ma anche allo spirito e consente di
scaricare lo stress accumulato.
Ovviamente senza esagerare.
L'ideale, infatti, sarebbe inforcare la bici per almeno
20-60 minuti al giorno ed almeno 3 volte la settimana
per poter avere dei risultati sia in termini di benessere
fisico che di dimagrimento e rinvigorimento della
muscolatura.
Dunque non ci resta che
augurarci di ritrovare anche nel corso dei prossimi eventi
sportivi, un numero consistente di over-anta, amanti della
bici e capaci di conciliare il piacere di una biciclettata
all’aperto con il benessere fisico che ne deriva.
Salvatore Catorano
Responsabile di Redazione Terzaeta.com
31/05/2010
P.s. La redazione ringrazia Federico e gli amici dell’uff.
stampa del Giro che con la disponibilità e la cortesia
avuta, ci hanno consentito di essere al seguito della
Carovana Rosa. |

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