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Carne e sangue

(di Michael Cunningham - Bompiani 2000)

 

 

Il romanzo riporta la storia di due generazioni che dall'infanzia all'età adulta vengono osservati nella quotidianità fatta di nulla e di eventi eccezionali, di amore e dolore, gioia e noia. Costantine e Mary sono osservati dallo scrittore durante il periodo dell'infanzia e degli approcci adolescenziali, ma diventano figure fondamentali quando appaiono giovani sposi e genitori di figli quasi adolescenti.

 

L'educazione e il rapporto che hanno con i figli evidenzia la frattura che alla fine degli anni Sessanta si è compiuta in Occidente tra le generazioni: i ragazzi appaiono come sconosciuti che sfuggono al controllo dei genitori. Sono anni di contestazioni e turbamenti che contraddistinguono un mondo giovanile davvero in fermento. Tutto ciò si accompagna alla confusione psicologica dei genitori che osservano la crescita dei figli con molto sconcerto.

 

Nella storia della famiglia Stasson, Michael Cunningham intreccia i fili di diverse identità, di mondi differenti destinati a scontrarsi con gli altri e con se stessi. Un universo di destini solo in apparenza liberi di seguire il proprio corso, ma in realtà votati, quasi per diritto di nascita, a muoversi, esplorare e provare gioie e dolori il cui tratto sembra già segnato. 

 

Nel romanzo tutto è profondo: sangue e carne, sentimenti reali vissuti con fatica in un momento di crisi per la società americana. La sensibilità con cui lo scrittore osserva l'umanità che lo circonda gli consente di dare ai lettori un messaggio che fornisce il giusto valore agli affetti e ai legami tra gli esseri umani, senza celare la sofferenza degli uomini e delle donne di fine millennio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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