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Si
tratta di guerriglieri e missionari, legionari e
prostitute, pieds-noirs e cercatori di
diamanti, profughi e capi di stato, medici e
giornalisti, guaritori e contrabbandieri. Sono le
storie che spesso non trovano posto nelle pagine dei
giornali e restano chiuse nei taccuini. Ma che possono
descrivere, meglio di un articolo o di un saggio, le
piaghe, i misteri, il fascino e le tragedie di un
continente alla deriva.
I luoghi sono molteplici:
Zaire, Ruanda, Burundi, Gibuti, Algeria, Somalia,
Sudan meridionale, monti Nuba, Etiopia, Kenya. La
spietata bellezza di una natura primordiale (il
deserto, la savana, le grandi piogge, la foresta, il
fiume Congo, il Nilo, i monti della Luna), la miseria
delle bidonville e dei campi profughi, la desolazione
dei villaggi distrutti dalle guerre sono lo sfondo di
un’incessante lotta per la sopravvivenza in un mondo
dove i gesti, le cose, le parole assumono significati
a noi sconosciuti, o che abbiamo dimenticato.
Si
tratta di un’opera estremamente godibile, che si
legge come una narrazione appassionante. È difficile
dimenticare l’Africa raccontata da Porzio. |