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Diario di un uomo scimmia

(di Robert M. Sapolsky - Frassinelli 2001)

  

 

Questo libro non è un saggio di etologia, non è un romanzo, non è un diario, ma è un pò di tutte e tre le cose insieme. Anzi si potrebbe aggiungere che è anche un testo di storia africana osservata da una angolatura particolare, un'opera di antropologia scritta da chi guarda la comunità umana analizzandola con i criteri inconsueti e un romanzo di formazione di tipo autobiografico. 

 

Galoppare nella prateria come una zebra, anzi, farsi adottare da un nonnesco gorilla di montagna. è questo che fantastica il piccolo Robert guardando un diorama africano nella New York degli anni Sessanta. Sì, da grande farà il gorilla di montagna. Invece i suoi studi lo portano ad occuparsi di primati africani meno in pericolo di estinzione, scimmie con un'organizzazione sociale simile a quella umana per capire la relazione fra carattere e malattie da stress.

 

Ed eccolo questo Woody Allen ventunenne e neopatentato, atterrare all'aeroporto di Nairobi e scoprirsi d'improvviso tutta l'Africa intorno. Così, mentre sopravvive a truffe, improbabili consulti medici, atrocità culinarie e surreali rapimenti, questo Giovane Maschio Trapiantato scrive insieme il diario della propria ventennale avventura fra i babbuini e la storia di un intero continente.

 

Poco più che quarantenne Sapolsky, oggi marito e padre felice, ci offre un esempio di divulgazione scientifica davvero interessante, perché oltre alla facilità d'approccio, sa appassionarci alle vicende dei suoi oggetti d'osservazione e divertirci con la leggerezza briosa del suo stile.

   

 

 

 

 

 

 

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