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Gente che lavora 

Storie di operai e contadini

(di Eric J. Hobsbawn - Rizzoli 2001)

 

 

Eric Hobsbawm ha consacrato gran parte della sua carriera di studioso alla storia della "gente che lavora", alla formazione e all'evoluzione delle classi lavoratrici nel periodo che va dal Settecento alla metà del Novecento, alle loro idee, alla loro cultura, alle basi materiali della loro esistenza.

 

Secondo l'autore si possono distinguere tre grandi fasi: la nascita di una classe operaia industriale, una fase di "separatismo" e una di relativa attenuazione della separatezza: questo libro si occupa soprattutto della seconda. I primi capitoli sono di tipo generale e presentano i presupposti ideologici: si analizza quindi il rapporto fra i movimenti socialisti e la religione, quello fra il movimento operaio e le varie patrie e quello delle trasformazioni subite dal rituale e dalla rappresentazione stessa del movimento.

 

L'ultimo tema è da qualche tempo particolarmente di moda tra gli storici e questo per tre motivi, così almeno dice Hobsbawm: perché i movimenti operai sono storicamente nuovi, perché alcune forme sono portatrici di una fortissima carica emotiva che "incoraggia l'espressione rituale", perché tale ritualità "si sviluppò in un movimento che era per certi riguardi non soltanto indifferente al ritualismo, ma attivamente ostile ad esso".

 

Negli ultimi due capitoli del saggio si studia la connessione tra l'esistenza delle classi lavoratrici, le loro lotte e le idee che da esse sono scaturite. Particolarmente interessante è l'ultimo capitolo che studia il tema dei diritti dell'uomo, pagine che andrebbero lette e studiate nelle scuole tanto sono chiarificatrici di un processo, delle sue cadute, del cammino complesso e non privo di arretramenti, che la battaglia per la realizzazione dei diritti umani o non ha affrontato o non ha portato a termine.

 

Quando l'autore si occupa di argomenti canonici (la storia e l'ideologia del movimento operaio, o la creazione di una coscienza di classe), come in queste pagine, lo fa sempre da angolazioni insolite, soffermando la propria attenzione anche sui rituali degli operai, sulla nascita del laicismo nei movimenti radicali e socialisti, sull'importanza dell'idea di patria nelle classi popolari, sulla diffusione del tema dei diritti universali dell'uomo nei circoli operai.

 

 

 

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