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Come in un moderno novelliere, le
storie sono riunite da una cornice unitaria e sgorgano
tutte dalla voce di Mister Mulliner nel corso di
amabili serate all'Anglers' Rest (Riposo dei
pescatori), davanti a una pinta di birra, un whisky
sour, uno sherry e un intero repertorio di cocktail e
alcolici, tradizionali ospiti dei pub inglesi.
Anima
il racconto un colorito campionario di personaggi
singolari ed eccentrici, che solo l'irrefrenabile
fantasia di Wodehouse poteva creare: hanno quasi tutti
una professione o un talento particolare ed offrono
all'autore la possibilità di toccare una gran varietà
di tematiche e di immaginare situazioni tra le più
improbabili ed esilaranti.
Ecco dunque comparire una
folla di aristocratici, artisti, giovani innamorati,
autrici di romanzi rosa, poliziotti, zii vescovi alle
prese con fidanzate sussiegose, genitori indisponenti,
animali dall'insospettabile doppia personalità: tutti
risucchiati in una girandola indiavolata di colpi di
scena, equivoci e comiche avventure, da cui traspare
un persistente sguardo ironico sulla società
anglosassone.
Un esempio per tutti è l'episodio che
vede protagonista il giovane Edward, custode del gatto
Webster, affidatogli dallo zio vescovo di Bongo Bongo:
una bestiola dapprima in grado di stregare il ragazzo
con il suo contegno irreprensibile e austero e poi di
coinvolgerlo in un'interminabile serie di guai a causa
della sua insospettabile passione per il whisky e
l'amore per le risse.
Ma non tutto viene per nuocere
e, come dimostrerà il racconto di Wodehouse, anche
quelli che appaiono imperdonabili vizi finiranno per
cooperare al lieto fine e naturalmente allo spasso dei
lettori. L’abilità di Wodehouse sta proprio nel
saper cogliere dalle abitudini quotidiane quelle
caratteristiche che possono rivelarsi divertenti,
costruendo attorno ad esse storie umoristiche e
"sopra le righe". |