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I gatti non sono cani

(di Pelham G. Wodehouse - Guanda 2001)

 

 

Nuova tappa nel divertente viaggio attraverso le opere di Wodehouse. Questo libro, già pubblicato con il titolo Le sere di Mulliner e ora riproposto dalla casa editrice Guanda, racconta una serie di episodi ad alto tasso di ironia che conquisteranno anche i lettori più seri e impegnati. 

 

Come in un moderno novelliere, le storie sono riunite da una cornice unitaria e sgorgano tutte dalla voce di Mister Mulliner nel corso di amabili serate all'Anglers' Rest (Riposo dei pescatori), davanti a una pinta di birra, un whisky sour, uno sherry e un intero repertorio di cocktail e alcolici, tradizionali ospiti dei pub inglesi.

 

Anima il racconto un colorito campionario di personaggi singolari ed eccentrici, che solo l'irrefrenabile fantasia di Wodehouse poteva creare: hanno quasi tutti una professione o un talento particolare ed offrono all'autore la possibilità di toccare una gran varietà di tematiche e di immaginare situazioni tra le più improbabili ed esilaranti.

 

Ecco dunque comparire una folla di aristocratici, artisti, giovani innamorati, autrici di romanzi rosa, poliziotti, zii vescovi alle prese con fidanzate sussiegose, genitori indisponenti, animali dall'insospettabile doppia personalità: tutti risucchiati in una girandola indiavolata di colpi di scena, equivoci e comiche avventure, da cui traspare un persistente sguardo ironico sulla società anglosassone.

 

Un esempio per tutti è l'episodio che vede protagonista il giovane Edward, custode del gatto Webster, affidatogli dallo zio vescovo di Bongo Bongo: una bestiola dapprima in grado di stregare il ragazzo con il suo contegno irreprensibile e austero e poi di coinvolgerlo in un'interminabile serie di guai a causa della sua insospettabile passione per il whisky e l'amore per le risse.

 

Ma non tutto viene per nuocere e, come dimostrerà il racconto di Wodehouse, anche quelli che appaiono imperdonabili vizi finiranno per cooperare al lieto fine e naturalmente allo spasso dei lettori. L’abilità di Wodehouse sta proprio nel saper cogliere dalle abitudini quotidiane quelle caratteristiche che possono rivelarsi divertenti, costruendo attorno ad esse storie umoristiche e "sopra le righe".

  

 

 

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