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Gish
Jen non parla solo dei cino-americani cui appartiene,
ma anche della comunità ebraica, africana, irlandese
e così via. Con una scrittura dallo humor travolgente
e uno sguardo divertito da antichi conflitti, racconta
vicende di immigrazione, assimilazione e tensione tra
le comunità etniche dei nostri giorni.
Sullo
sfondo, unico e irripetibile, della presenza di
culture differenti, universalmente definita melting
pot, si profila, in queste pagine, una
straordinaria galleria di personaggi in cui rivive,
con una nuova ed esilarante comicità, l'eterno
conflitto tra tradizione e modernità, e l'inevitabile
scontro che ne consegue tra differenti generazioni e
culture.
Nascono
così le figure della madre cinese che non capisce la
figlia andata in sposa a un irlandese fannullone;
oppure il padre tassista, medico in Cina, insofferente
davanti agli obblighi sociali ai quali deve sottostare
per non creare fratture in famiglia, o il parrucchiere
ammaliato dagli occhi blu della sua giovane cliente; o
ancora il giovane cinese che ritorna in patria per
insegnare l'inglese, spinto dal mito delle sue origini
e fiero delle tradizioni del suo popolo.
Lotte
di classe, razza, sesso, lavoro: tutte le tensioni del
mondo contemporaneo si ritrovano in questo libro che
mostra il lato oscuro e nascosto delle società
moderne con uno sguardo innocente e ironico. Emerge il
colorato ritratto di un'America meno mondana, ma viva
e vitale, fervida di sentimenti e di umanità, capace
di assimilare e di mettere a confronto non tanto se
stessa quanto i vari popoli che vi si sono rifugiati
nella speranza di migliori condizioni di vita.
E
sono proprio le seconde generazioni di immigrati ad
interpretare meglio questo incontro di culture; sono i
nuovi "americani" che hanno tracce di altre
civiltà, non solo nei tratti somatici, a saper
operare con naturalezza una sintesi stimolante tra
oriente e occidente tra arcaico e avvenire. |