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La vicenda inizia con una telefonata da parte di uno strano
operatore ecologico specializzato in container abbandonati. Per
venti dollari Kinsey acquista una scatola di effetti personali
appartenuti al suo ex marito, Mickey Magruder. C'è una lettera
di quindici anni prima, in cui un barista rivela i particolari
dell'omicidio di un vagabondo, di cui Magruder era stato
incolpato.
Malgrado fosse stato poi scagionato, la sua
reputazione ne aveva pesantemente risentito: aveva perso il
lavoro, la moglie e gli amici. Quindici anni dopo Kinsey sente
puzza di marcio, e non può fare a meno di cacciare il naso
nella vicenda.
Il personaggio creato dalla Grafton non ha i
contorni dell'investigatore infallibile ed efficiente. Kinsey è
piena di limiti, incoerente, imperfetta, molto più vicina alla
vita reale di tanti suoi colleghi che hanno attraversato la
narrativa gialla degli ultimi decenni. L'umanità è il suo
carattere distintivo, la sua peculiarità. E alcuni critici
affermano che la sua creatrice condivida con lei questi tratti
distintivi.
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