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Una vita immaginaria

(di David Malouf - Frassinelli 2001)

 

 

Questo romanzo è stato scritto da Malouf nel 1978, ma solo ora viene proposto al pubblico italiano che può accostarsi all'autore anglo-libanese attraverso un testo dalle tematiche complesse e passibile di una doppia lettura. In una landa desolata ai confini della terra, punteggiata di rocce aguzze e cespugli di assenzio e imbiancata di neve per gran parte dell'anno, un vecchio poeta è convinto che la vita ormai non abbia più nulla in serbo per lui.

 

è questo il destino che si attende Ovidio, bandito da Roma per volere di Augusto, costretto a scontare la propria condanna all'esilio lontano dal luogo in cui si parla la "lingua perfetta" da cui sono scaturite le sue favole raffinate e "graziosi miracoli dell'ovvio". Ma un giorno, durante una battuta di caccia nella foresta, l'inaspettato incontro con un ragazzo selvaggio cresciuto tra i lupi gli farà ritrovare dentro di sé qualcosa che credeva per sempre relegato "nella regione del silenzio".

 

A poco a poco, sullo sfondo di un mare cupo che freme e ribolle, tra i due si sviluppa un'intensa, muta amicizia. Davvero coinvolgenti le pagine dedicate all'educazione e alla umanizzazione del cosiddetto "Ragazzo", intense le emozioni che suscitano i turbamenti e le riflessioni sul comportamento di quella creatura. E proprio in questo il romanzo può aprirsi a una seconda lettura: in noi, sotto l'educazione e le remore dateci dalla civiltà, esiste un'anima selvaggia, un Ragazzo indomito che talvolta emerge e che dobbiamo proteggere, salvare dalla civilizzazione, osservare e amare.

 

Con Una vita immaginaria Malouf non ci regala solo il suggestivo e poetico racconto di un commiato sereno dalla vita, ma anche un'appassionata dichiarazione d'amore per il linguaggio e un'umanissima lezione di tolleranza e convivenza civile.

  

 

 

 

 

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