|
Khendi,
servitrice bellissima dalla pelle scura, amata da
tutti gli uomini di casa, è maestra nell'assistere e
consolare. Pia, nipote "americana", pronta a
perdere la testa per un maestro di yoga appena giunta
a Delhi, porta in grembo - scandalo! - un bimbo di
colore.
È
antica e moderna nello stesso tempo l'India proposta
da Bulbul Sharma in Banana-flower. Antica nelle
tradizioni e nella mentalità, moderna nella realtà
del forte fenomeno migratorio e per la presenza di
nuove tecnologie che aprono ai più giovani
vantaggiose prospettive di vita. Ma ciò che di certo
rimane maggiormente impresso al lettore è il magico
intreccio di presente, passato e futuro che
interloquiscono e muovono le fila degli eventi
attraverso figure femminili legate tra loro da legami
familiari e affettivi.
Non
c'è per il lettore, anche per quello occidentale
lontano dalla spiritualità indiana, una sensazione di
forzatura e di irrealtà: tutto sembra naturale e
logico, anche le storie fantasiose entrano,
simbolicamente, a fornire qualche spiegazione in più
sulla vita e sulla morte, sull'amore e sulla felicità.
Insomma
un romanzo positivo e divertente che mette in contatto
culture e tradizioni lontane e che offre la possibilità
di applicare un diverso sguardo alla realtà
quotidiana sotto la quale si nasconde spesso molta più
magia di quanto siamo in grado di cogliere così
immersi in una razionalità, troppo spesso, solo
fittizia. |